Collezione Bottini

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La Storia della donazione
Rivarolese di nascita, laureato in Economia e Commercio, Romeo Bottini si trasferì ancora giovane a Brescia dove diventò presto condirettore del Credito Italiano. La raggiunta sicurezza economica gli permise di concretare l'aspirazione a diventare un attendo collezionista di opere d'arte. La possibilità di acquisto che offriva la città erano molte negli anni tra il 1930 e il 1960. Punti di riferimento per i collezionisti erano da una parte poche ma importanti gallerie e dall'altra associazioni artistiche, esposizioni e mostre a vendere di cui Romeo era certamente un assiduo frequentatore. Spersso gli acquisti dovevano essere da lui effettuati direttamente presso gli studi degli artisti contemporanei che conosceva personalmente e dai quali si faceva anche ritrarre. Romeo Bottini veniva a mancare improvvisamente nel 1963 ed affidava la sua collezione di dipinti alla sua compagna Adele Ponti. Il 6 Marzo 1998 Adele moriva ultranovantenne e, rispettando le volontà espresse da Romeo in un testamento del 1960, donava tutta la collezione al comune di Rivarolo Mantovano. L'elenco numerava sessantotto opere di varie epoche e scuole, oltre alle 31 eseguite dallo stesso Bottini. Il valore artistico della collezione fu subito evidente da diverse opere facilmente riconducibili ad autori molto affermati, ma non ne fu possibile stimare l'entità assoluta a causa della presenza di numerose opere anonime o mal conservate. Solo dopo un'attenta attività di ricerca e di restauro, è ora possibile affermare che realmente il dono lasciato da Bottini risulta essere di grandissimo valore. Ancora poche opere devono essere ricondotte ai loro autori, ma la ricerca sta proseguendo e si spera condurrà in tempi brevi alla valutazione completa della collezione.

I pezzi di valore
Fra i pezzi di maggior rilievo è possibile trovare alcuni paesaggi di scuola veneta del XVI°, XVII°, XVIII° secolo tra i quali spiccava una suggestiva " Veduta con pastorella con mucche" attribuibile al Diziani. Fra le opere di scuola emiliano-romagnole emergeva un bel dipinto seicentesco raffigurante " Giuseppe e la moglie di Putifarre" attribuibile per confronti stilistici al pittore romagnolo Giudo Cagnacci, del quale sono conservate opere agli Uffizi, al Pitti ed in altri grandi e importanti musei europei. Fra le opere antiche, che andavano fino al XVIII° secolo, erano individuabili pregevoli dipinti di scuola lombarda, ligure, piemontese e napoletana. Fra i dipinti ottocenteschi di particolare interesse: " Mandria al pascolo" e "Laghetto di montagna" di autori probabilmente nordici. Di grande interesse soprattuto un " Ritratto di fanciulla" di Evaristo Cappelli: importante artista modenese che in un primo tempo si accostava ai raffinati modi della pittura liberty, per poi eseguire accurate composizioni con scene di vita contadina. Le scelte di Bottini si orientavano anche verso alcuni pittori del secolo ottocento, primi del novecento, in particolare un "Paesaggio" di Arturo Tosi, ed una "Natura Morta" di De Pisis. Infine un consistente gruppo di quadri raggruppava autori come il Fiessi, il Verni, Martino Dolci e Antonio Stagnoli, considerati tra i più validi artisti bresciani contemporanei. La ragione della predilizione di Romeo Bottini per questi pittori è senz'altro da ricercare in un'amicizia personale

Una breve visita

Il romanticismo di Edouart Patry 

Edouart PatryTitolo: "Laghetto montano"
Tipo Olio su Tela cm. 56x76
Descrizione: nato dalla corrente ottocentesca inglese, in cui i pittori, memori della tradizione paesaggistica settecentesca, uniscono una puntuale osservazione del vero al sentimento romantico della natura. Strumento di questa unità è la luce che divide anche il mezzo di trasfigurazione poetica dell'immagine, con risultati che preludono al parsaggio moderno, dalla scuola di Barbizon fino agli impressionisti e oltre. 


Nei prossimi giorni...

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